Vento a primavera

Vento a primavera

Fin dalla prima raccolta il diciassettenne Mascioni dimostra una più che discreta padronanza dei mezzi tecnici e della musicalità dei versi, notevole profondità di ispirazione e sorprendenti scelte verbali e sintattiche, sia pure con qualche arcaismo. Prevalgono, fra i temi, le riflessioni e le emozioni suggerite dal volgere delle stagioni e dagli scorci paesistici, con cenni ad amori intensi ma destinati a triste conclusione. Suonano meno genuini, a tratti, l’insistito “tu” a una probabile interlocutrice indeterminata e certi accenti tra dolore e angoscia di derivazione letteraria.

Anno edizione

1953

Editore

Intelisano

Luogo edizione

Milano

Pagine

52

Tipologia

Poesia